lunedì 24 ottobre 2011

FILOSOFI

Bene o male chiunque è filosofo della propria vita, perché in fondo filosofi cosa vuol dire? Semplicemente trovo che la filosofia non è altro che farsi domande e non aver timore di darsi delle risposte sulla vita in base al vissuto e a ciò che abbiamo percepito, in pratica in base al “viaggio” e ai “souvenir”. Ognuno acquisisce esperienze e queste modellano l’immagine dell’esistenza che abbiamo nella testa, nel cuore e sulla pelle; le sensazioni vengono avvolte dall’emozioni e quest’ultime modificano la nostra personale filosofia. Ritorno a dire che tutti siamo filosofi e siccome "Ogni istante che trascorriamo con qualcuno, doniamo e riceviamo parte delle rispettive vite"[1], siamo in grado di vivere molte esistenze, di tramandare un bagaglio emotivo che nemmeno sapevamo di conservare, riusciamo ad emozionarci, siamo dita della stessa mano. Coloro che sono in grado di farsi domande e non esitano nel darsi delle risposte, ecco, sono (a mio avviso) in grado di saper vivere.


[1]Tratto dal libro “Matched – La scelta” scritto da Ally Condie

GRAZIE MAESTRO

La coscienza collettiva si plasma per mezzo delle disgrazie avvenute, siamo a conoscenza dello scottar del fuoco solo dopo esserci bruciati. Dopo si piange, dopo ci si dispera, dopo ci si sente persi. Davanti a tale forza, all’unisono, ci accorgiamo che una piuma può essere travolta dal vento e, una volta in piedi e sgomenti, la vediamo allontanarsi velocemente e ci chiediamo chi saremo senza d’essa, consci di un impossibile ritorno. Lo stesso alito che ci faceva volare, ora, ci schiaccia al cielo per non farci tornare. Aleggiano sentimenti pesanti che a fatica lasciano il nostro cuore gravato, ogni respiro che oso prendere è uno in più, sempre uno in più. Come ci sveglieremo domattina? La sua scomparsa con forza ci scuote e, invece che svegliarci, in sonni torbidi crolliamo. Tra noi non potrà più correre ma, con altrettanta certezza, in noi a fuoco rimarrà impresso nelle nostre anime e , di rimando, grati della sua grandezza, vivremo per lui, e lui con noi. Grazie Maestro, R.I.P.

mercoledì 19 ottobre 2011

VOLO ANGELICO

Incredibile! Gli occhi non mi stavano dicendo il vero. Credetti d’impazzire ma la realtà è che stavo bussando alla Follia e mi stavo semplicemente abbandonando a quel volo. Spalancai le palpebre ancor più dell’immaginabile, anche se, oramai a quel punto del viaggio, con tanti bivi alle spalle, l’unico limite erano le mie scelte e d’esse adesso potevo farne a meno poiché nulla dovevo perdermi. Unico il biglietto, unico il viaggio e io volai, ed io osai; aggrottai la fronte, quasi per riflesso, come se fosse possibile far confluire ancor più luce nel mio antro luminoso, fui felice di quei sentimenti. Già l’aria tentava di sorreggermi in questo volo angelico, adesso tutto giocava a favore della vita, a favore della Follia.