lunedì 19 dicembre 2011

MARE - CIELO - VOLO


Ondeggiare liquido

Quando me lo descrissero vidi il cielo capovolto in perpetuo movimento, quel filo che increspava e stropicciava l’acqua e l’orizzonte un giorno avrebbe mosso ogni mio sentimento. Corse fuori da me per farsi scorgere dietro la collina, infine percepii l’universo in punta di piedi ballar graziato sul mio cuore, quell’ondeggiare liquido che un tempo alle stelle aggrappato era, ora mi colmava. M’immersi, dapprima lentamente, gustai il momento e finalmente la pace tra gli scissi tornava; tale passione bruciante m’accese e mi spinse ed io incalzai rendendo tanto sfuggente quanto eterno l’unione tra cielo e mare. Ogni equilibrio era cambiato, quei punti luminosi, che d’infinito sapevano, sottacqua tornarono a pulsar della loro ovattata e primordiale bellezza.


Grattacielo
Volsi lo sguardo al soffitto celeste, laddove ero certo che il vento volle giocare a nascondersi, dapprima inzigando, poi correndo, e ancora sfiorandomi i capelli; invece scrollò i miei sentimenti e mi costrinse a ballare col mondo la danza vitale. Partecipe, mi avvolsi colla natura e percepii l’infinito carezzarmi l’anima. Gli alberi grattarono il cielo facendo piovere fasci di luce fluida e nel loro ondular formarono un fitto mare verde oscillante, punteggiato di stelle e di vita multicolori. Era ormai noto che stessi navigando a ritmo animale e così riuscivo a godere dei frutti rifiutati dagli dei.




Sostenere

Così spingono la terra verso il basso senza neanche sfiorarla. Mentono alla gravità ridendo d’Isaac e manipolando ciò che per noi è inconcepibile toccare, si elevano bucando il lontano, intingono l’anima nel cielo e rendono infinito il godimento di noi pesanti, leggeri in ciò che non ci fu permesso. Dove il corpo ci limita, però, la nostra luce supera , non siamo solo carne, ci han concesso di più. Voliamo su svariati fronti, molteplici le modalità per accende un fuoco e quindi lode al volo e a coloro che ne han le doti, chi per fisico e chi di cuore d’aria si fan sostenere.

giovedì 15 dicembre 2011

LUCENTI ED ETEREI


La consapevolezza ci viene instillata strada facendo, goccia dopo goccia la nostra anima si colma, e nel contempo non si riempie mai, della linfa spremuta intensamente dall’esperienze; se così non fosse, se per me o per chiunque le cose non andassero per questa via, ecco, non starei qui a dire altro perché nulla ci sarebbe da dire. Far tesoro del vissuto, senza però farsi sopraffare da principi lesivi, è l’unica via per poter continuare a vivere senza cadere nelle stesse buche; affermazione ovvia, facile da capire, ma quanti applicano veramente la saggezza scritta sui libri del nostro passato? La vita non è affatto semplice né intuitiva, quantomeno alcuno può pretendere di conoscere regole precise ed universali, ma una cosa è chiara, se nutrirai l’albero della vita con ciò che hai percepito, non ricorrendo a quanto può negare l’insegnamento stesso, sbocceranno fiori lucenti ed eterei.

venerdì 9 dicembre 2011

ANNEGARE NELL'INTENSO


Tutto ciò che alimenta il fuoco ch’io sento, spero che possa, in un certo modo, sostenere i vostri animi. Mentre nuovamente leggo quanto scritto, percepisco sensazioni così dense da riuscire ad annegare nell’intenso, s’innesca in me una fabbrica d'emozioni perpetua ove volare è permesso nonché consueto. In questo viaggio attraverso la penna e la lettura riesco a volteggiare, librare, nuotare, correre, scivolare, cadere, scendere, perdere, salire, vedere, sentire e quant’altro nel medesimo istante e, quindi, s’io posso, allora desidererei il vostro contagio e osservare la stessa luce nei occhi altrui.

martedì 6 dicembre 2011

SUSSURRI A MEZZ’ARIA

Quando torneremo giovani avremo appreso ogni trucco per non invecchiare più, saremo riusciti ormai ad incidere il nostro destino, il fatto avrà modificato il Fato, ogni suono sarà lontano sciolto in una decisione presa durante un’intera vita: perdersi o vivere per sempre? La morte è un passaggio obbligato, svariati aldilà celati da altrettante porte chiuse, le nostre azioni in vita ci permetteranno di aprirne una soltanto e per sempre. Scelte le quali sono il risultato di un percorso tracciato da noi stessi nel corso dell’esistenza terrena, complice l’anima la quale ha progetti per noi, talvolta ci suggerisce di sbagliare, spesso di volare. Sussurri dispensati a mezz’aria da qualcuno che ci parla da un’altra vita, celato dall’inconsistenza senza però cadere nel dubbio di una mancata coscienza. Esiste! Il bagaglio di mille vite ci condurrà per tragitti savi o forsennati ma giusti, ogni errore ci condannerà alla soglia della “ripercorrenza” come un disco incantato, ma quale significato avrà “errore” in questo contesto? Solo l’anima ce lo potrà suggerire e noi, pronti ad ascoltare, capiremo e decifreremo una lingua sconosciuta rendendola nostra finalmente, apriremo infine quella porta, la quale si rivelerà ingresso, liberandoci d’ogni vincolo all’inferno e al ripetersi della medesima non-vita, permettendo il distaccamento dal terreno librandoci nel denso infinito e nuotando nell’aldilà, qualunque esso sia, non potrà ch’essere puro nonché etereo

lunedì 14 novembre 2011

DISSOLTOSI

Ciò che credevo fosse reale risulta essere un miraggio, dissoltosi dinnanzi a me scorgo un imprevisto futuro. Le verità di oggi rendono bugiarde quelle di ieri, ma cos’è sinceramente concreto? Ogni cosa che intravvedo muta il volto di ciò che ho visto, dovrei essere più razionale per ravvisare le cose sempre nel medesimo modo, ma come posso essere razionale dato che sono stato generato dalla passione della follia? Come posso io, figlio dell’istinto, essere completamente ragionevole?

lunedì 24 ottobre 2011

FILOSOFI

Bene o male chiunque è filosofo della propria vita, perché in fondo filosofi cosa vuol dire? Semplicemente trovo che la filosofia non è altro che farsi domande e non aver timore di darsi delle risposte sulla vita in base al vissuto e a ciò che abbiamo percepito, in pratica in base al “viaggio” e ai “souvenir”. Ognuno acquisisce esperienze e queste modellano l’immagine dell’esistenza che abbiamo nella testa, nel cuore e sulla pelle; le sensazioni vengono avvolte dall’emozioni e quest’ultime modificano la nostra personale filosofia. Ritorno a dire che tutti siamo filosofi e siccome "Ogni istante che trascorriamo con qualcuno, doniamo e riceviamo parte delle rispettive vite"[1], siamo in grado di vivere molte esistenze, di tramandare un bagaglio emotivo che nemmeno sapevamo di conservare, riusciamo ad emozionarci, siamo dita della stessa mano. Coloro che sono in grado di farsi domande e non esitano nel darsi delle risposte, ecco, sono (a mio avviso) in grado di saper vivere.


[1]Tratto dal libro “Matched – La scelta” scritto da Ally Condie

GRAZIE MAESTRO

La coscienza collettiva si plasma per mezzo delle disgrazie avvenute, siamo a conoscenza dello scottar del fuoco solo dopo esserci bruciati. Dopo si piange, dopo ci si dispera, dopo ci si sente persi. Davanti a tale forza, all’unisono, ci accorgiamo che una piuma può essere travolta dal vento e, una volta in piedi e sgomenti, la vediamo allontanarsi velocemente e ci chiediamo chi saremo senza d’essa, consci di un impossibile ritorno. Lo stesso alito che ci faceva volare, ora, ci schiaccia al cielo per non farci tornare. Aleggiano sentimenti pesanti che a fatica lasciano il nostro cuore gravato, ogni respiro che oso prendere è uno in più, sempre uno in più. Come ci sveglieremo domattina? La sua scomparsa con forza ci scuote e, invece che svegliarci, in sonni torbidi crolliamo. Tra noi non potrà più correre ma, con altrettanta certezza, in noi a fuoco rimarrà impresso nelle nostre anime e , di rimando, grati della sua grandezza, vivremo per lui, e lui con noi. Grazie Maestro, R.I.P.

mercoledì 19 ottobre 2011

VOLO ANGELICO

Incredibile! Gli occhi non mi stavano dicendo il vero. Credetti d’impazzire ma la realtà è che stavo bussando alla Follia e mi stavo semplicemente abbandonando a quel volo. Spalancai le palpebre ancor più dell’immaginabile, anche se, oramai a quel punto del viaggio, con tanti bivi alle spalle, l’unico limite erano le mie scelte e d’esse adesso potevo farne a meno poiché nulla dovevo perdermi. Unico il biglietto, unico il viaggio e io volai, ed io osai; aggrottai la fronte, quasi per riflesso, come se fosse possibile far confluire ancor più luce nel mio antro luminoso, fui felice di quei sentimenti. Già l’aria tentava di sorreggermi in questo volo angelico, adesso tutto giocava a favore della vita, a favore della Follia.

giovedì 25 agosto 2011

NON SIAMO NOI

Se fosse tutto capovolto? e se la gerarchia delle persone subisse un sovvertimento tale da portare i pochi “eletti” alla pazzia e alla povertà? e se fosse già così e non ce ne rendessimo conto? Per noi erigono patiboli a vita senza morte per un’intensa ed eterna agonia, però in tutto ciò sappiamo comunque trarne valori ed energie; poche parole, quelle giuste, il bavaglio col quale veniamo soffocati diverrà il simbolo della parola. Han pensato per troppo tempo di poterci soggiogare colla paura, il timore di perdere ciò che ancora dobbiamo riceve ci terrorizza, ma se ci pensiamo bene coloro i quali tentano di toglierci la dignità con ignobili pressioni e tirannici giochetti, promettono di restituircela una volta che abbiamo abbassato “correttamente” le braghe, loro non la posseggono, vi ci hanno rinunciato per uno status sociale che non ammette valori, non siamo noi i poveri, non siamo noi a zittire l’anima per qualcosa che vale meno di un pugno, non siamo noi ad aver capito troppo tardi il valore della vita, e non siamo noi che ci arrendiamo ad “un troppo tardi” ed allora tranciamo i sogni altrui. Ancora per quanto leggeremo sangue su ogni giorno della settimana? Fino a quando i dissidi saranno la normalità e perciò tollerati? Per quanto tempo interpreteremo come scalata ciò che in realtà e caduta? Non fraintendetemi, l’ordine è dovuto altrimenti nulla funzionerebbe, ma diamo valore all’uomo, alla sua esistenza e alle potenzialità dell’umanità, diamo valore ai sentimenti, propri ed altrui! Ben vengano le differenze anche sociali e di reddito, ma che questo non sia il pretesto per differenziare il trattamento discriminando coloro i quali hanno caratteristiche differenti dalle proprie (quindi la maggior parte); i potenti esistono solo esclusivamente perché c’è qualcuno che si ritiene debole. I soldi comprano il favore e la stupidità di chiunque ma mai l’anima e la dignità di nessuno.

giovedì 18 agosto 2011

INESAURIBILE LIBERTÀ

M’han cucito il cuore al petto, da tempo fuor che le pareti della sua cella altro non conosce, non ricorda più cosa sia la libertà ma in fondo ci spera tuttora, desidera toccare ancora una volta le montagne allungando la mano per poi tenerle sul palmo senza esagerare colla stretta, sogna di poter volare nuovamente senza limiti, vorrebbe uscire per poi tornare arricchito; vedo unicamente dentro me e sento solo schiavitù come in tutti gli altri corpi vuoti… sono un corpo vuoto? Sondo le profondità alla ricerca di reminescenze che non siano state contaminate dal procedere comune, tutti curvi, tutti accorti ma non per questo saggi, tutti pazzi e vacui. No! Non sono perso ma soltanto stordito, preso a pugni dalla società la quale erudisce i suoi figli a suon di schiaffi presentandoceli per verità, giustizia, uguaglianza! Così il sistema mi ha chiuso il torace rendendomi sordo, muto, cieco ed ubbidiente, pertanto ho il cuore intorpidito. Giornalmente il pungente strumento ricama inappropriati punti a scopo di tenermi fermo e basso l’umore, per disegno altrui, voluto da nessuno ma accettato da chiunque e ormai, per mio tacito e conformato consenso, io stesso ne faccio parte. La nota cucitura la quale più volte, non senza dolore, mi ha trapassato, adesso apatico mi lascia; quest’ultima, la moderna cultura, è atta a rendermi “stabile” in un mondo imperfetto; consapevole del sabotaggio potrò mai tornare con rinnovato vigore a ribellarmi alla mano opprimente? Un tempo ne fui capace, adesso mi sento ammaestrato. Il nodo sociale col quale vengo legato all’anima dell’Apatia e del Disprezzo viene sprezzato da molti e gli stessi non fanno nulla per scioglierlo, quando si discute tutti siam filosofi, quando si deve agire la codardia dilaga, ognuno s’appiglia alla scarsità di mezzi quando, in verità, l’unico mezzo siamo noi, allora non esistiamo? Tutto mi rende schiavo, ho abortito i sogni nel mio stesso letto ma sono pronto a giurare ch’io son prepotentemente portato o spinto verso il prossimo punto, mai per mio diletto, sempre più lontano dal Cielo, sempre più lontano dal sano e puro. Nella carne l’ago precede il filo, nell’anima il dolore precede la gioia ma son fatto di vita, tornerò a sognare, per Dio! ciò che mi trattiene a terra con tanta forza mi farà librare oltre ogni cosa, come una fionda puntata verso l’infinito a traguardo di un inesauribile libertà.

mercoledì 3 agosto 2011

INFLUENZATI DA UN SOFFIO

Noi siamo coloro che altri han desiderato che noi fossimo, influenzati da un soffio, e non deve essere visto come qualcosa di negativo, anzi, il mondo ci vive solo quando apriamo la porta alle emozioni, un soave ticchettar, un boato che spezza, le memorie son vive grazie a questo bussar. Sussultiamo nel rimembrare dolci ricordi, riaffiorati in uno sguardo del cuor attraverso il quale vediamo, osserviamo e ancora tremiamo, emozione dopo emozione va costruendosi la città dei sentimenti perfetti e densi. Con trasporto ci lasceremo sempre segnare da molteplici matite e a coloro i quali affermano che di molte facce siam capaci alludendo ad un indecifrabile volto io dico c’ogni goccia viene assorbita dalla spugna la quale si modifica e al contempo rimane fondamentalmente la stessa, tuttavia è l’osservatore a fare l’arte e non l’artista pertanto saremo riconosciuti per come siamo percepiti. Non vi sarò quindi avverso, dunque vi lascerò il consiglio d’aprire gl'orizzonti, lasciatevi influenzare.

domenica 31 luglio 2011

REDENTI

Lo stridente bianco d’ogni dannata cicatrice, in contrasto coll’immacolata carnagione, non ci rende affatto attenti ai pericoli e ai dolori e gli sfregi nulla sono valsi, or se ho ben inteso, se non a farci nutrire false speranze di pace, e noi, per assurdo che sia, pensavamo d’essere tutti redenti ma raschiando la salvezza, sotto, potremo leggervici ripudio. Com’è dura accorgersi che dietro ad un consenso possiamo trovare un baratro, e davanti al vuoto si pone la scelta senza repliche ovvero quella o di tornare indietro colla cupa illusione di poterci sottrarre, o saltare cambiando le prospettive, per sempre o sempre oblio. Molto ci han celato, poco ci è concesso se non qualcosa in cambio di uno strappo ove ogni successo viene inghiottito.

martedì 12 aprile 2011

TALVOLTA TALORA

Non puoi pienamente aver e nel contempo essere, all'aumentar d'una si sbiadisce l'altra, e il mondo segue la prima caratteristica affogando chi nella seconda vuol rappresentare ed essere rappresentato. Gente senz'anima ci guida e ci insegna, talvolta limpidamente talora velatamente, che non importa chi sei, conta ed incide solamente come riesci a venderti, e io preferisco ESSERE! Sì, essere anche considerato zero, ma essere vivo e saper vivere, tutto ciò che proverò sulla mia pelle riempirà il mio bagaglio senza mai invecchiare, sbiadire o scolorirsi, senza sgretolarsi, perdersi od essere dimenticato. Uno zero destinato col tempo a divenir mille, mentre l'avere si lascerà custodir solo per un determinato lasso di tempo, talvolta breve talora pressoché nullo.

mercoledì 6 aprile 2011

IDEALE


"Morire per un ideale vuol dire aver vissuto per tutto il resto, vuol dire aver creduto nelle proprie capacità e illudersi che il mondo non avrebbe reagito..."

Jason Revird 01.12.2006

SOFFIARCI DENTRO

Lambì il cielo, collegando due punti in uno scoppiare di vita colma della sua bellezza, seppe segnare i nostri occhi, come se potesse lasciare una scia sfuggendo al nostro sguardo, pare conoscere come firmare nell'aria la sua promessa di un futuro raggiungibile. Lambì il cielo, fulmineo e al contempo per sempre, un solco nel quale ci riconosciamo, all'infinito tenteremo di afferrare quella voce che, familiare, ci sussurra l'immensità. Lambì il cielo, fermando in noi qualcosa che sempre corre, stupiti dal solito abbacinar ogni volta in noi si ferma l'orologio e ogni tempo vola via scollandosi dalle nostre membra non più schiacciato da alcuna gravità, senza tempo, nessun perno obbliga un percorso, niente ad indicare una dimensione. Lambì il cielo, ma solo in noi lo squarcio benevolo si aprì lasciando alla notte il compito di soffiarci dentro la consapevolezza e l'immensità.

mercoledì 16 marzo 2011

SILENZIO VOI

E ora son fermo, spalle al futuro e volto al passato, ma non è una situazione che segna la fine o l'inizio di qualcosa, bensì il passaggio e la commemorazione; mi piace vivere, questo prevede anche guardarsi nella testa e nel cuore e fregarsene se questo è diverso da tanti altri involucri, ho riempito il mio diario, son stato in grado di riempirlo a modo mio e a chi importerà se differirà da come lo farò in futuro? Silenzio voi che vedete nel cambiamento la privazione a voi stessi di qualsiasi sviluppo.

lunedì 14 marzo 2011

UN LAGO DI EMOZIONI - Una frase, un discorso

La vita è paragonabile ad un lago di emozioni e noi piccoli pescatori dotati di grandi mezzi.



Miss X
Grandi mezzi... ma le emozioni non sempre sono facili da gestire...

Jason
Ci possono sostenere e far galleggiare e allo stesso tempo ci possiamo annegare dentro, a noi la scelta. Se avessimo a che fare con qualcosa di semplice, per noi rimarrebbero preziose? basilari? La difficoltà rende più saporita la vittoria e più grande il nostro spirito.

Miss X
Le cose difficili hanno un fascino particolare e come dici tu rende più soddisfacente la raggiunta di un traguardo. Se le cose fossero semplici non ci sarebbe gusto. Però bisogna anche dire che se ci affoghi dentro muori e il traguardo non lo raggiungi.

Jason
Certo, vero, giusto. Il rischio, come la difficoltà, e affascinante a tal punto da spingerci a riempirci la pancia nonostante siamo sazi. Possiamo mai essere sazi di emozioni?

Miss X
Dipende... più che saziarti, rischi l'indigestione ad un certo punto. Il troppo storpia, nel bene e nel male. Vivere di emozioni e sensazioni ok. Ma non bisogna perdere la bussola. Rischiare l'affogamento, ma riuscire a non affogare sul serio.

Jason
Sì, infatti la mai domanda era "esiste un limite alle emozioni? esiste un punto in cui "é troppo" o "adesso ne ho abbastanza"?" beh io non sono convinto che possiamo mai essere sazi, anche se alla fine il ripetersi di certe situazioni ci spingono a provare altro proprio per ricevere e provare emozioni diverse. Come al solito la verità sta nel mezzo.
"Rischiare l'affogamento, ma riuscire a non affogare sul serio" non ti seguo, in questo mare pensavo uno volesse galleggiarci per ore, nuotare fino allo sfinimento, ma da qui a contemplare l'affogamento....non si tratta di incoscienza?

Miss X
Vero, la verità sta nel mezzo. Però io credo che ad un certo punto si é sazi, il ripetersi di certe situazioni ad un certo punto ti porta a cambiare perché non ce la fai piu ad andare avanti così e se provi altro significa che quello che provavi prima ti ha disgustato o anche solo stufato.
Non parlavo di incoscienza. Intendevo dire che se ti lasci sopraffare dalle emozioni puoi rischiare di affogare ad un certo punto, se non trovi il modo giusto per gestirle. Dipende dalle emozioni di cui stiamo parlando ma non credo che uno ami galleggiare per ore in mezzo a desolazione solitudine e tristezza... uno cerca di uscirne altrimenti affoga ad un certo punto, credo sia inevitabile. Poi mi sa che come al solito stiamo dicendo la stessa cosa.

Jason
Sì, credo proprio che stiamo parlando della stessa cosa ma vedo, con estrema felicità, che alla fine arriviamo a parlare dello stesso argomento (e questo è ovvio, parlare della stessa cosa è la premessa per non parlare a se stessi) e allo stesso modo e/o dalla stessa prospettiva (e dato che tiriamo avanti un discorso così articolandolo, mi sa che alla fine stiamo parlando veramente più a noi stessi che all'altro/a). Comunque ben vengano questi discorsi che ci fanno crescere.

Miss X
Viva i nostri discorsi! Concordo sul fatto che parliamo più a noi stessi che all'altro in certi momenti.

lunedì 14 febbraio 2011

IL POTERE DI UN UOMO

Il vero potere di un uomo è avere la possibilità di fare e la freddezza per desistere.