M’han cucito il cuore al petto, da tempo fuor che le pareti della sua cella altro non conosce, non ricorda più cosa sia la libertà ma in fondo ci spera tuttora, desidera toccare ancora una volta le montagne allungando la mano per poi tenerle sul palmo senza esagerare colla stretta, sogna di poter volare nuovamente senza limiti, vorrebbe uscire per poi tornare arricchito; vedo unicamente dentro me e sento solo schiavitù come in tutti gli altri corpi vuoti… sono un corpo vuoto? Sondo le profondità alla ricerca di reminescenze che non siano state contaminate dal procedere comune, tutti curvi, tutti accorti ma non per questo saggi, tutti pazzi e vacui. No! Non sono perso ma soltanto stordito, preso a pugni dalla società la quale erudisce i suoi figli a suon di schiaffi presentandoceli per verità, giustizia, uguaglianza! Così il sistema mi ha chiuso il torace rendendomi sordo, muto, cieco ed ubbidiente, pertanto ho il cuore intorpidito. Giornalmente il pungente strumento ricama inappropriati punti a scopo di tenermi fermo e basso l’umore, per disegno altrui, voluto da nessuno ma accettato da chiunque e ormai, per mio tacito e conformato consenso, io stesso ne faccio parte. La nota cucitura la quale più volte, non senza dolore, mi ha trapassato, adesso apatico mi lascia; quest’ultima, la moderna cultura, è atta a rendermi “stabile” in un mondo imperfetto; consapevole del sabotaggio potrò mai tornare con rinnovato vigore a ribellarmi alla mano opprimente? Un tempo ne fui capace, adesso mi sento ammaestrato. Il nodo sociale col quale vengo legato all’anima dell’Apatia e del Disprezzo viene sprezzato da molti e gli stessi non fanno nulla per scioglierlo, quando si discute tutti siam filosofi, quando si deve agire la codardia dilaga, ognuno s’appiglia alla scarsità di mezzi quando, in verità, l’unico mezzo siamo noi, allora non esistiamo? Tutto mi rende schiavo, ho abortito i sogni nel mio stesso letto ma sono pronto a giurare ch’io son prepotentemente portato o spinto verso il prossimo punto, mai per mio diletto, sempre più lontano dal Cielo, sempre più lontano dal sano e puro. Nella carne l’ago precede il filo, nell’anima il dolore precede la gioia ma son fatto di vita, tornerò a sognare, per Dio! ciò che mi trattiene a terra con tanta forza mi farà librare oltre ogni cosa, come una fionda puntata verso l’infinito a traguardo di un inesauribile libertà. giovedì 18 agosto 2011
INESAURIBILE LIBERTÀ
M’han cucito il cuore al petto, da tempo fuor che le pareti della sua cella altro non conosce, non ricorda più cosa sia la libertà ma in fondo ci spera tuttora, desidera toccare ancora una volta le montagne allungando la mano per poi tenerle sul palmo senza esagerare colla stretta, sogna di poter volare nuovamente senza limiti, vorrebbe uscire per poi tornare arricchito; vedo unicamente dentro me e sento solo schiavitù come in tutti gli altri corpi vuoti… sono un corpo vuoto? Sondo le profondità alla ricerca di reminescenze che non siano state contaminate dal procedere comune, tutti curvi, tutti accorti ma non per questo saggi, tutti pazzi e vacui. No! Non sono perso ma soltanto stordito, preso a pugni dalla società la quale erudisce i suoi figli a suon di schiaffi presentandoceli per verità, giustizia, uguaglianza! Così il sistema mi ha chiuso il torace rendendomi sordo, muto, cieco ed ubbidiente, pertanto ho il cuore intorpidito. Giornalmente il pungente strumento ricama inappropriati punti a scopo di tenermi fermo e basso l’umore, per disegno altrui, voluto da nessuno ma accettato da chiunque e ormai, per mio tacito e conformato consenso, io stesso ne faccio parte. La nota cucitura la quale più volte, non senza dolore, mi ha trapassato, adesso apatico mi lascia; quest’ultima, la moderna cultura, è atta a rendermi “stabile” in un mondo imperfetto; consapevole del sabotaggio potrò mai tornare con rinnovato vigore a ribellarmi alla mano opprimente? Un tempo ne fui capace, adesso mi sento ammaestrato. Il nodo sociale col quale vengo legato all’anima dell’Apatia e del Disprezzo viene sprezzato da molti e gli stessi non fanno nulla per scioglierlo, quando si discute tutti siam filosofi, quando si deve agire la codardia dilaga, ognuno s’appiglia alla scarsità di mezzi quando, in verità, l’unico mezzo siamo noi, allora non esistiamo? Tutto mi rende schiavo, ho abortito i sogni nel mio stesso letto ma sono pronto a giurare ch’io son prepotentemente portato o spinto verso il prossimo punto, mai per mio diletto, sempre più lontano dal Cielo, sempre più lontano dal sano e puro. Nella carne l’ago precede il filo, nell’anima il dolore precede la gioia ma son fatto di vita, tornerò a sognare, per Dio! ciò che mi trattiene a terra con tanta forza mi farà librare oltre ogni cosa, come una fionda puntata verso l’infinito a traguardo di un inesauribile libertà.
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