Se fosse tutto capovolto? e se la gerarchia delle persone subisse un sovvertimento tale da portare i pochi “eletti” alla pazzia e alla povertà? e se fosse già così e non ce ne rendessimo conto? Per noi erigono patiboli a vita senza morte per un’intensa ed eterna agonia, però in tutto ciò sappiamo comunque trarne valori ed energie; poche parole, quelle giuste, il bavaglio col quale veniamo soffocati diverrà il simbolo della parola. Han pensato per troppo tempo di poterci soggiogare colla paura, il timore di perdere ciò che ancora dobbiamo riceve ci terrorizza, ma se ci pensiamo bene coloro i quali tentano di toglierci la dignità con ignobili pressioni e tirannici giochetti, promettono di restituircela una volta che abbiamo abbassato “correttamente” le braghe, loro non la posseggono, vi ci hanno rinunciato per uno status sociale che non ammette valori, non siamo noi i poveri, non siamo noi a zittire l’anima per qualcosa che vale meno di un pugno, non siamo noi ad aver capito troppo tardi il valore della vita, e non siamo noi che ci arrendiamo ad “un troppo tardi” ed allora tranciamo i sogni altrui. Ancora per quanto leggeremo sangue su ogni giorno della settimana? Fino a quando i dissidi saranno la normalità e perciò tollerati? Per quanto tempo interpreteremo come scalata ciò che in realtà e caduta? Non fraintendetemi, l’ordine è dovuto altrimenti nulla funzionerebbe, ma diamo valore all’uomo, alla sua esistenza e alle potenzialità dell’umanità, diamo valore ai sentimenti, propri ed altrui! Ben vengano le differenze anche sociali e di reddito, ma che questo non sia il pretesto per differenziare il trattamento discriminando coloro i quali hanno caratteristiche differenti dalle proprie (quindi la maggior parte); i potenti esistono solo esclusivamente perché c’è qualcuno che si ritiene debole. I soldi comprano il favore e la stupidità di chiunque ma mai l’anima e la dignità di nessuno.giovedì 25 agosto 2011
NON SIAMO NOI
Se fosse tutto capovolto? e se la gerarchia delle persone subisse un sovvertimento tale da portare i pochi “eletti” alla pazzia e alla povertà? e se fosse già così e non ce ne rendessimo conto? Per noi erigono patiboli a vita senza morte per un’intensa ed eterna agonia, però in tutto ciò sappiamo comunque trarne valori ed energie; poche parole, quelle giuste, il bavaglio col quale veniamo soffocati diverrà il simbolo della parola. Han pensato per troppo tempo di poterci soggiogare colla paura, il timore di perdere ciò che ancora dobbiamo riceve ci terrorizza, ma se ci pensiamo bene coloro i quali tentano di toglierci la dignità con ignobili pressioni e tirannici giochetti, promettono di restituircela una volta che abbiamo abbassato “correttamente” le braghe, loro non la posseggono, vi ci hanno rinunciato per uno status sociale che non ammette valori, non siamo noi i poveri, non siamo noi a zittire l’anima per qualcosa che vale meno di un pugno, non siamo noi ad aver capito troppo tardi il valore della vita, e non siamo noi che ci arrendiamo ad “un troppo tardi” ed allora tranciamo i sogni altrui. Ancora per quanto leggeremo sangue su ogni giorno della settimana? Fino a quando i dissidi saranno la normalità e perciò tollerati? Per quanto tempo interpreteremo come scalata ciò che in realtà e caduta? Non fraintendetemi, l’ordine è dovuto altrimenti nulla funzionerebbe, ma diamo valore all’uomo, alla sua esistenza e alle potenzialità dell’umanità, diamo valore ai sentimenti, propri ed altrui! Ben vengano le differenze anche sociali e di reddito, ma che questo non sia il pretesto per differenziare il trattamento discriminando coloro i quali hanno caratteristiche differenti dalle proprie (quindi la maggior parte); i potenti esistono solo esclusivamente perché c’è qualcuno che si ritiene debole. I soldi comprano il favore e la stupidità di chiunque ma mai l’anima e la dignità di nessuno.
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