
Per la medesima gentilezza, c’è chi ringrazia e chi
disprezza. L’uomo sprezzante, a priori arrabbiato col mondo e con chi vi ci
abita, si sente tradito da ogni cosa, offeso dalle virtù del prossimo le quali
possiede ma non conosce, percepisce nelle altrui movenze l’ ingiustizie
perpetue perpetrate nei suoi confronti. Ignaro d’esser stato sopraffatto da
principi lesivi, getta ogni insegnamento che la vita generosamente gli dona e
continuerà ad elargire, a favore di un silenzioso oblio poco rassicurante ma nemmeno
dannoso; un abbandono vacuo, alla pari di un incessante volo senz’ali, consente
una caduta eterna senza però rovinare al suolo e offre la certezza di non avvertir
dolore e non percepir gioia. Rancore, rabbia e acre tristezza profonde in ogni
gesto come se fosse solo questa la via possibile, tutto il resto lo considera avverso.
Se solo vagliasse con maggiore attenzione ogni possibilità si accorgerebbe che
non basterebbero due mani per tenerne il conto. Anche nelle previsioni più cupe
si è consci dell’esistenza della soluzione ad ogni problema, altrimenti
non avrebbe altro nome all’infuori di condizione e per essa non ci arrabbiamo,
non ci scoraggiamo, ci adattiamo e continuiamo a scorrere gli avvenimenti
assorbendo quanta più luce possibile, lotteremo per essa.
L’uomo consapevole è prima di tutto conscio della
propria tranquillità e sa che la felicità può essere seminata solo in terreni
fertili, quindi perché negare la prosperità a coloro che han conosciuto solo
sete? Chi è savio renda folli i bui animi e doni rigoglio alla natura umana.
Non è dato sapere quale mano decreterà la fine oppure
aiuterà a destarci, in base al trascorso la gente modificherà, marcherà e
affinerà le proprie preferenze e priorità le quali potrebbero avere una
notevole valenza nella nostra vita. Mentre odio e disprezzo chiudono ogni
dialogo rendendo totalmente ottuso chi si “difende” il quale sarà vittima dei
suoi danni cadendo in un circolo vizioso, il rispetto apre molte porte e la
consapevolezza le apre tutte.