lunedì 31 dicembre 2012

CHIUDIAMO PER POTER RIAPRIRE


E chiudiamo per poter riaprire affacciandoci su un nuovo anno come una nuova vita in un mondo inesplorato, risorgendo dalle ceneri di quello passato, brutalmente intenso dai grossi frutti succosi e spinosi. Chiudiamo per poter rimanere in quel limbo ove passato e futuro paiono lontani e leggeri; l’illusoria sensazione del tempo immobile ci culla mentre contiamo alla rovescia ballando e cantando felici. Riapriamo per dare un senso ad ogni cosa e non privare il futuro di essere presente, per non negare alcuna possibilità e per continuare a nuotare a stile libero in questo mare del quale non (mi) interessano le rive.
Vi auguro un futuro intenso.
Buon anno e buon festeggiamento.

lunedì 24 dicembre 2012

SALDI PREGIUDIZI


Due persone di differente etnia non possono essere ritenute diverse bensì umane. Sono le idee ad unire o allontanare la gente e non la loro provenienza o le loro caratteristiche somatiche. Uno stronzo lo è a prescindere dal gruppo etnico d’origine, sono i suoi comportamenti e ciò che dice che gli fanno conquistare la “casta” attribuitagli. Cosa differenzia un uomo di colore da uno asiatico o da uno di carnagione rosea? I loro saldi pregiudizi, quelli che vengono formulati a prescindere, quelli disonesti e poco obbiettivi ma soprattutto quelli che non si vorrà mai che siano verificati e valutati, cambiati o semplicemente discussi. 

martedì 18 dicembre 2012

NON QUI, NON ADESSO


È inevitabile, la fiducia cala difronte alla consapevolezza della certezza di non poter far a meno d’arrancare, difficile sostenersi al vuoto, al balcone della disperazione non v’è ringhiera. Le promesse di un futuro decisamente più lucente le hanno firmate le menti dei pazzi, abbacinati dal luccichio brillante di un falso diamante, e noi ancora dietro ad aggrapparci al niente come se fosse la sottana di nostra madre, un gesto che ci rasserena ma non ci libera.
Per quale ragione posso ancora permettermi di sperare? Fantasiosi son i miei timori, non mi abbandonano mai e trovano sempre un metodo per ravvivare la fiamma del dolore. Quanti giorni impiegherò ancora a dissipare questa sudicia minaccia? Un velo così denso da impastarmi il cuore come un sudario. Un gelido e familiare tocco disperde i miei pensieri, si rifugiano laddove non è possibile corrompere un ideale o infettare un sentimento ma nemmeno vi sarà qualcuno pronto a carpirli; ho come la vaga sensazione di star soffocando colla medesima coperta che un tempo sapeva scaldarmi.
Mi va di stare solo, ora e non sempre, non sento più la necessità d’insorgere bensì desidererei, anche solo per un secondo, che tutto si possa calmare, ch’ogni assordante brusio sparisse, vorrei poter calare dietro l’orizzonte e scivolare nel “non qui” e “non adesso”.

mercoledì 12 dicembre 2012

CROSSED - LA FUGA



“L’Amore sovverte le leggi della probabilità, e rende possibile l’inverosimile.”


tratto da:
Crossed - La Fuga 
Ally Condie

domenica 9 dicembre 2012

GRANDI COME I NOSTRI PROBLEMI


Vengo pervaso da quell'aria gelida che uccide i pensieri sul nascere, inibiti al sol chiamarli utopie nulla più si ribella, ma siccome per certi eroi le definizioni non fermavano la volontà, mi piace pensare e sentire che l’utopia è un ideale dalla missione difficile nonché gratificante, una montagna insormontabile la quale ne nasconde infinite altre più imponenti e soddisfacenti, saremo grandi come i nostri problemi. Talvolta veniamo chiamati anticipatamente al cospetto di certe problematiche ma se non dovessimo rispondere “presente” rimarremo bloccati nel passato e forse questo può essere considerato come invecchiamento, non accettare il tempo che cambia, non affrontare più i problemi e arrendersi aggrappati ad un punto involuto nel passato, sono gli scalini che ci precedono a portarci in alto.

giovedì 1 novembre 2012

L'INDIFFERENZA DEL SILENZIO


Fuori piove e, quasi inevitabilmente, qualcosa mi logora gocciolandomi dentro e lavandomi via ogni colpa mi uccide consumandomi nuovamente; queste mura non crolleranno tonfando al suolo attirando così l’attenzione dei molti, non accadrà, semplicemente spariranno e io sbiadirò nell’indifferenza del silenzio. Questa mia pesante e densa accusa verso la società e le persone che la compongano (io compreso) nasce dal fallimento di tutti nel tentativo di migliorarla, è semplicemente infattibile, che la si voglia cambiare od assecondare si arriva a cancellarsi giungendo a divenire tutti uguali nella nostra diversità, la capacità di discernimento è spesso uno strumento utilizzato malamente, semmai possa esistere un corretto utilizzo sono certo che non si tratta della strada da noi intrapresa. La storia non cambierà, gli attori verranno sostituiti ma il copione non muterà, indagando sui passi dei nostri sbagli ciecamente ne ricalcheremo le orme, e se questo avesse nociuto una cerchia ristretta si poteva parlare di singolarità, di qualcosa che sarebbe rimasto in disparte nel lungo ed importante cammino dell’umanità, ma questo fenomeno colpisce tutti e si tramuta in un macigno inamovibile collocato in un angusto passaggio. Direttamente o indirettamente ognuno subisce la maledizione dell’inerzia, per quante energie si possano profondere nell’utopica causa di far bene c’è sempre l’errore, c’è sempre quel ticchettio che prima o poi penetra le difese disfandole e se questo non fa rumore, se non riscuote interesse cadremo per non rialzarci più. Eppure non riesco ancora a credere nell’esistenza dell’utopia, e nemmeno arrivo a comprendere la verità di chi percepisce il giusto nel dolore e gli atti di difesa di un sistema lungi dal essere veramente evoluto, annientiamo le nostre personalità per un ingranaggio che ci opprime, da quand’è che risultare i migliori viene considerato come un traguardo accettabile e definitivo? Siamo cotanto evoluti da sapere che possiamo migliorare all’infinto e nel contempo stupidi da non permetterlo, eppure basterebbe così poco… Ci limitiamo a venerare il superfluo e questo mi fa male.

mercoledì 24 ottobre 2012

CHE SIA LA VITA A CHIEDERMI SCUSA

Ciò che per qualcuno appare un’alba per altri risulta essere un tramonto. Difficile comprendere che il dolore disseta i dannati come complicato risulta concepire che i medesimi siano ancora ignari del disegno diabolico al quale prendono parte giornalmente e del quale dovranno rispondere; non credo nella loro buona fede, di buono c’è soltanto che grazie a loro sono venuto a conoscenza dell’ombra dei santi. Invece il mio tramonto sembra sempre troppo vicino, una stretta al cuore fa esultare coloro i quali tali dolori li etichettano come normali, sani e costruttivi, e noi da cosa differiamo dalle bestie? Una cannonata coma fa ad essere classificata come terapeutica? Se certa gente risponderà dei loro danni una volta terminata la loro vita presente, sembra ch’io stia già pagandoUno squarcio si slabbra fino a divenire sfondo, ritorto nel petto giace la carogna a cui pochi han prestato ascolto, nemmeno dopo i lamenti, neanche dopo la morte. Vorrei sapere quale sia mai stato il mio torto, colla dovuta consapevolezza forse potrei sopportare questo macigno con più dedizione, colla necessaria saviezza di chi sa che chi sbaglia paga. Qual’é la mia colpa? Sono pronto ad ascoltar il verdetto nonostante ogni cosa ormai urla la mi ragione. Sono disposto a comprendere i miei sbagli anche se, a questo punto, credo che sia la vita che debba chiedermi scusa.

martedì 23 ottobre 2012

PERDERSI DA SOLI


L'unico modo per rimanere salvi è non perdersi da soli in una strada buia ma talmente familiare da brillare in ogni particolare, sai che tutto ti farà male; in quel momento avrai bisogno di qualcuno che ti strattoni fuori dai dolori, che ti faccia rinsavire strappandoti dalle tue difese. Prendi un intenso respiro e provi a formulare pensieri che non sappiano di marcio, vorresti che nulla più potesse ricondurti per impervi sentieri, su quella montagna nemmeno ci volevi andare, quella vetta non era nelle tue previsioni.

martedì 16 ottobre 2012

APNEA


Quand’anche si riuscisse, completamente, a descrivere un sentimento per mezzo di un nome, sarebbe una limitazione fuorviante la quale impedirebbe il compiersi dello scopo della descrizione stessa. Non è complesso spiegare ciò che ognuno di noi sta provando, arduo invece è esplicare come ciascuno percepisce gli avvenimenti o la vita, come ogni singola persona coglie il medesimo fiore, quindi racchiudere un sentimento in una parola che abbia valenza comune lo trovo alquanto sterile al confronto di contagiare la gente.
Non voglio essere frainteso, non giudico inutile tentare di delineare sensazioni tramite la parola, se così fosse altro non sarei che idiota poiché negherei la mia stessa natura e queste stesse frasi mi giudicherebbero. Ciò che desidero far comprendere è che talvolta ci fermiamo alle definizioni, obbligati all’etichetta ci dimentichiamo di provare emozioni, come in apnea a pelo d’acqua, bloccati dalle scelte. Descrivere è il primo passo, verificare è il secondo, emozionandosi sempre.

lunedì 27 agosto 2012

SE DOVESSI


Se fai sempre ciò che ritieni giusto non avrai mai rimorsi anche se dovessi sbagliare. Perché pentirsi di qualcosa che si riteneva corretto e migliore? Crucciarsi in base al senno di poi significa uccidere la nostra intelligenza; azzerare la comprensione non porterà all’esperienza bensì al circolo vizioso. Perché negare a se stessi la buona fede? Osservando i passaggi i quali ci hanno portato al risultato, ogni cosa può risultare diversa ma perché credere che questa potesse essere la visuale iniziale? Perché sminuire noi stessi credendo possibile una lettura diversa degli eventi in base a ciò di cui si era consapevoli? Perché rendere nulla la nostra capacità di percepire le cose e/o di ragionamento? Fai ciò che senti buono e se dovessi sbagliare rallegrati, hai imparato qualcosa che non scorderai, hai fatto qualcosa che ti ha condotto al progresso e, soprattutto, non si poteva agire differentemente se non nel modo che si riteneva corretto.

domenica 22 luglio 2012

PROMESSA


Amare è illuminare e lasciarsi illuminare; il matrimonio non è altro che la promessa di luce per sempre e per tutti, come un’eterna candela ardente nella notte. Questo impegno lo desidero prendere perché certo della nostra solidità. In molti han tentato di rendermi attento sui pericoli ed è innegabile quanto possa far paura il “per sempre”, la carne è debole e cinicamente le tentazioni possono rivelarsi innumerevoli ma se ci fermassimo a riflettere sul trascorso ci accorgeremmo che nulla ci strapperà dalle nostra fondamenta in quanto il rapporto condiviso colla persona che amo è unico e potente, con nessun altra arriverò a tale affinità, con nessuna giungerò mai a completarmi se non con lei, come in un puzzle ci incastriamo alla perfezione. Niente ci farà cambiare rotta se non assieme, il vissuto sarà il cemento il quale assicurerà un futuro insieme, nulla più sarà capace di sedurci se non noi stessi. Bisogna comprendere che il sesso è una parte della vita di coppia e ciò che dà l’Amore va oltre ad un singolo elemento. Non ho paura, quel tremolio che adesso mi scuote altro non é che voglia di Noi, ciò che può fermare gli altri su di me sortisce effetto opposto, desidero accendermi per sempre.

giovedì 5 luglio 2012

ACQUA NEL MARE

Sebbene io sia sempre stato a favore della socialità, maggiore coesione tra i singoli, scambio positivo d’emozioni ed e esperienze, aiuto reciproco, ecc, non mi schiererò mai dalla parte di chi forza gli eventi, per forza simpatico, per forza brillante, per forza invadente, per forza stronzo. Un legame sarà solido, indissolubile e quindi duraturo solo se nascerà sano e vero; il resto è solo acqua versata con cura nel mare.

domenica 1 luglio 2012

CONFINE

Sensazioni scure in contrasto col mio sorriso, nulla da nascondere, molto da difendere; chi dorme cosa ne sa del risveglio? Gli assopiti non sentono altro che torpore. Ad ogni passo il suono di vuoto viene rimpiazzato dall’eco del silenzio, quel consiglio che non viene mai ascoltato; sembra di immergersi in un lago di sangue, il nostro...perché chiedere un contributo così elevato? È una questione di adattamento, e noi ci abituiamo ad ogni veleno, ne siamo consci? Qualcuno ci vuol fare capire che è un fatto di evoluzione anche se davanti agli occhi dell’anima tutto appare come involuzione: lo percepisco solo io? Ormai rimaniamo insensibili difronte ad ogni scempio. Sveglia! e anche questo fa male...ma almeno così faremmo qualcosa di costruttivo ed onesto, ci dirigeremmo verso una destinazione meno amara e romperemmo le catene del vuoto. 
Trovo sia difficile continuare ad emozionarsi in un mondo che chiede sempre il tornaconto così mostro il mio sorriso di facciata da quanto me ne vergogno. Abituati spesso a viaggiare a fari spenti il cuore si assopisce fino a perdere i sensi, cosicché è diventata consuetudine farsi del male smettendo addirittura di provare a volare, tutto perché “il mondo è fatto così”, nemmeno intuendo che non si tratta di qualcosa di statico e le chiavi del paradiso si è preferito barattarle con un soggiorno eterno all’inferno. “Così è la vita”, quasi ad intendere che bisogna adattarsi, chissà a quest’ora dove saremmo se Gandhi o Martin Luther King avessero pensato la stessa merda. 
Questo non ci appartiene e non è nella nostra natura. Chiudendo le porte al sentimento è un po’ come seminare vento e raccogliere tempesta ma la gente é convinta che sia qualcosa anche di vagamente positivo; è la dipendenza all’ingiusto e all'insensato che mi preoccupa. Osservo palpebre talmente serrate da sanguinare e quest’atrocità mi macchia l’anima. Qualcuno è convincente mentre altri dormono per poter sognare; è necessario destarsi perché si sta vivendo un incubo e così facendo lo si impone agli altri. Bisogna dissipare la paralisi che colpisce il cuore e tornare a comprendere che, nonostante sia sottile, esiste un confine tra schiaffo e carezza.

mercoledì 20 giugno 2012

CLEPSAMIA

Bagliori di luce eterea m’incantano, supino verso l’infinito osservo la danza luminosa attraversare il vetro bombato il quale storce la realtà ma mai il messaggio, il riverbero d’altri tempi non viene confuso e io ne vengo inondato, quel pigro fluire già lo percepii in passato. Mentre dall’esterno avverto l’avvenuto, qui dentro qualcosa si muove, il presente scorre lentamente a cascata incominciando a colmare dal fondo. All’aumentar della consapevolezza ogni granello scorre sempre più veloce nel compiere il suo tragitto, dall’alto verso il basso della terra creatrice ove ogni cosa verrà sepolta e messa nuovamente in circolo, altra sabbia tornerà a scendere. Noi siamo quel vuoto che verrà perfettamente riempito dal Tempo e col tempo arriveremo a fidarci della clessidra, ogni granello ci batterà sul cuore e con deciso attrito lascerà un segno il quale costituirà un punto nel disegno, assolutamente viviamo di questi sfregamenti che ci accendono l’anima e grazie ad essi proviamo sentimenti. Talvolta avvertiamo la necessità d’aggiungere ulteriore sabbia alla clessidra ma per qual motivo se quella già presente sarà sufficiente a saziare?

martedì 17 aprile 2012

DIAMANTI RIFLETTORI

Quanto cieco fu, i colori mi descrisse e piansi intensamente per nessun dolore né compassione bensì per gioia; così venni consolato dalla grandezza di chi non usa gli occhi per osservare. Particolari i quali, ora, risultano brillanti coerenti con quel che sono, diamanti riflettori di vita, ovunque li posso toccare collo sguardo e dovunque poso l’attenzione non lo farò più nel medesimo modo

lunedì 2 aprile 2012

DISTANTE


PREMESSA
Quanto scritto non fa riferimento ad alcuno in particolare e nemmeno a nessun mio vissuto. Semplicemente lo si può ritenere una storia breve, un rapido ed intenso monologo, il dialogo di un personaggio di fantasia il quale intende farci capire che dietro ad ogni maschera c’è un volto scoperto.


 
Vidi il fumo uscirle dalla bocca e dalle narici come nuvole d'argento opaco colante verso il cielo; non lasciava presagire nulla di buono dato che, siccome ogni cosa di lei faceva trasparire arroganza come se ne fosse colma e traboccasse da ogni dove, non può essere ritenuto positivo un gesto dettato dal nervosismo piuttosto che dal piacere; e le dovevo parlare. Non era la velocità con cui gesticolava ad infastidirmi bensì la sottigliezza colla quale riusciva a far sentire ognuno insignificante solo con pochi movimenti mirati mentre la sigaretta tracciava intricati disegni nell’aria per poi svanire come ghiaccio al sole o come la voglia della sua presenza; e io le dovevo parlare. L’urgenza premeva in petto eppure, nonostante fosse dinnanzi a me, a pochi metri, la sentivo distante; dovevo dirglielo, glielo dovevo dire. Con quella sua odiosa maniera di mordere la vita non capiva che stava solo masticando la sua tremante coda, molto lentamente s’eclissava rendendo vane mille esperienze di una vita e questo mi faceva rodere dentro dato che in quei momenti io ero presente; in virtù della persona pura che sapeva essere non può coltivare vento; in nome dei momenti nei quali era la passione a brillare e non la rabbia a bruciare non ha diritto a rendere vano il sacro; un ardente dolore che investe noi disintegrando lei, ecco cosa risulta essere oramai, non è giusto e glielo dovevo dire.

giovedì 23 febbraio 2012

LA FOLLIA DEL SAGGIO



Per la medesima gentilezza, c’è chi ringrazia e chi disprezza. L’uomo sprezzante, a priori arrabbiato col mondo e con chi vi ci abita, si sente tradito da ogni cosa, offeso dalle virtù del prossimo le quali possiede ma non conosce, percepisce nelle altrui movenze l’ ingiustizie perpetue perpetrate nei suoi confronti. Ignaro d’esser stato sopraffatto da principi lesivi, getta ogni insegnamento che la vita generosamente gli dona e continuerà ad elargire, a favore di un silenzioso oblio poco rassicurante ma nemmeno dannoso; un abbandono vacuo, alla pari di un incessante volo senz’ali, consente una caduta eterna senza però rovinare al suolo e offre la certezza di non avvertir dolore e non percepir gioia. Rancore, rabbia e acre tristezza profonde in ogni gesto come se fosse solo questa la via possibile, tutto il resto lo considera avverso. Se solo vagliasse con maggiore attenzione ogni possibilità si accorgerebbe che non basterebbero due mani per tenerne il conto. Anche nelle previsioni più cupe si è consci dell’esistenza della soluzione ad ogni problema, altrimenti non avrebbe altro nome all’infuori di condizione e per essa non ci arrabbiamo, non ci scoraggiamo, ci adattiamo e continuiamo a scorrere gli avvenimenti assorbendo quanta più luce possibile, lotteremo per essa.
L’uomo consapevole è prima di tutto conscio della propria tranquillità e sa che la felicità può essere seminata solo in terreni fertili, quindi perché negare la prosperità a coloro che han conosciuto solo sete? Chi è savio renda folli i bui animi e doni rigoglio alla natura umana.
Non è dato sapere quale mano decreterà la fine oppure aiuterà a destarci, in base al trascorso la gente modificherà, marcherà e affinerà le proprie preferenze e priorità le quali potrebbero avere una notevole valenza nella nostra vita. Mentre odio e disprezzo chiudono ogni dialogo rendendo totalmente ottuso chi si “difende” il quale sarà vittima dei suoi danni cadendo in un circolo vizioso, il rispetto apre molte porte e la consapevolezza le apre tutte.