Quanto
cieco fu, i colori mi descrisse e piansi intensamente per nessun dolore né
compassione bensì per gioia; così venni consolato dalla grandezza di chi non
usa gli occhi per osservare. Particolari i quali, ora, risultano brillanti
coerenti con quel che sono, diamanti riflettori di vita, ovunque li posso
toccare collo sguardo e dovunque poso l’attenzione non lo farò più nel medesimo
modo
martedì 17 aprile 2012
lunedì 2 aprile 2012
DISTANTE
PREMESSA
Quanto scritto non fa riferimento ad alcuno in
particolare e nemmeno a nessun mio vissuto. Semplicemente lo si può ritenere
una storia breve, un rapido ed intenso monologo, il dialogo di un personaggio di
fantasia il quale intende farci capire che dietro ad ogni maschera c’è un volto
scoperto.
Vidi il fumo uscirle dalla bocca e dalle narici come nuvole
d'argento opaco colante verso il cielo; non lasciava presagire nulla di buono
dato che, siccome ogni cosa di lei faceva trasparire arroganza come se ne fosse
colma e traboccasse da ogni dove, non può essere ritenuto positivo un gesto
dettato dal nervosismo piuttosto che dal piacere; e le dovevo parlare. Non era
la velocità con cui gesticolava ad infastidirmi bensì la sottigliezza colla
quale riusciva a far sentire ognuno insignificante solo con pochi movimenti
mirati mentre la sigaretta tracciava intricati disegni nell’aria per poi
svanire come ghiaccio al sole o come la voglia della sua presenza; e io le dovevo
parlare. L’urgenza premeva in petto eppure, nonostante fosse dinnanzi a me, a
pochi metri, la sentivo distante; dovevo dirglielo, glielo dovevo dire. Con
quella sua odiosa maniera di mordere la vita non capiva che stava solo
masticando la sua tremante coda, molto lentamente s’eclissava rendendo vane
mille esperienze di una vita e questo mi faceva rodere dentro dato che in quei
momenti io ero presente; in virtù della persona pura che sapeva essere non può
coltivare vento; in nome dei momenti nei quali era la passione a brillare e non
la rabbia a bruciare non ha diritto a rendere vano il sacro; un ardente dolore
che investe noi disintegrando lei, ecco cosa risulta essere oramai, non è
giusto e glielo dovevo dire.
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