Ondeggiare liquido
Quando me lo descrissero vidi il cielo capovolto in perpetuo movimento, quel filo che increspava e stropicciava l’acqua e l’orizzonte un giorno avrebbe mosso ogni mio sentimento. Corse fuori da me per farsi scorgere dietro la collina, infine percepii l’universo in punta di piedi ballar graziato sul mio cuore, quell’ondeggiare liquido che un tempo alle stelle aggrappato era, ora mi colmava. M’immersi, dapprima lentamente, gustai il momento e finalmente la pace tra gli scissi tornava; tale passione bruciante m’accese e mi spinse ed io incalzai rendendo tanto sfuggente quanto eterno l’unione tra cielo e mare. Ogni equilibrio era cambiato, quei punti luminosi, che d’infinito sapevano, sottacqua tornarono a pulsar della loro ovattata e primordiale bellezza.
Grattacielo
Volsi lo sguardo al soffitto celeste, laddove ero certo che il vento volle giocare a nascondersi, dapprima inzigando, poi correndo, e ancora sfiorandomi i capelli; invece scrollò i miei sentimenti e mi costrinse a ballare col mondo la danza vitale. Partecipe, mi avvolsi colla natura e percepii l’infinito carezzarmi l’anima. Gli alberi grattarono il cielo facendo piovere fasci di luce fluida e nel loro ondular formarono un fitto mare verde oscillante, punteggiato di stelle e di vita multicolori. Era ormai noto che stessi navigando a ritmo animale e così riuscivo a godere dei frutti rifiutati dagli dei.
Sostenere
Così spingono la terra verso il basso senza neanche sfiorarla. Mentono alla gravità ridendo d’Isaac e manipolando ciò che per noi è inconcepibile toccare, si elevano bucando il lontano, intingono l’anima nel cielo e rendono infinito il godimento di noi pesanti, leggeri in ciò che non ci fu permesso. Dove il corpo ci limita, però, la nostra luce supera , non siamo solo carne, ci han concesso di più. Voliamo su svariati fronti, molteplici le modalità per accende un fuoco e quindi lode al volo e a coloro che ne han le doti, chi per fisico e chi di cuore d’aria si fan sostenere.



