Sensazioni scure in contrasto col mio sorriso, nulla
da nascondere, molto da difendere; chi dorme cosa ne sa del risveglio? Gli assopiti
non sentono altro che torpore. Ad ogni passo il suono di vuoto viene rimpiazzato
dall’eco del silenzio, quel consiglio che non viene mai ascoltato; sembra di
immergersi in un lago di sangue, il nostro...perché chiedere un contributo così
elevato? È una questione di adattamento, e noi ci abituiamo ad ogni veleno, ne
siamo consci? Qualcuno ci vuol fare capire che è un fatto di evoluzione anche
se davanti agli occhi dell’anima tutto appare come involuzione: lo percepisco
solo io? Ormai rimaniamo insensibili difronte ad ogni scempio. Sveglia! e anche
questo fa male...ma almeno così faremmo qualcosa di costruttivo ed onesto, ci
dirigeremmo verso una destinazione meno amara e romperemmo le catene del vuoto.
Trovo sia difficile continuare ad emozionarsi in un mondo che chiede sempre il tornaconto così mostro il mio sorriso di facciata da quanto me ne vergogno. Abituati spesso a viaggiare a fari spenti il cuore si assopisce fino a perdere i sensi, cosicché è diventata consuetudine farsi del male smettendo addirittura di provare a volare, tutto perché “il mondo è fatto così”, nemmeno intuendo che non si tratta di qualcosa di statico e le chiavi del paradiso si è preferito barattarle con un soggiorno eterno all’inferno. “Così è la vita”, quasi ad intendere che bisogna adattarsi, chissà a quest’ora dove saremmo se Gandhi o Martin Luther King avessero pensato la stessa merda.
Questo non ci appartiene e non è nella nostra natura. Chiudendo le porte al sentimento è un po’ come seminare vento e raccogliere tempesta ma la gente é convinta che sia qualcosa anche di vagamente positivo; è la dipendenza all’ingiusto e all'insensato che mi preoccupa. Osservo palpebre talmente serrate da sanguinare e quest’atrocità mi macchia l’anima. Qualcuno è convincente mentre altri dormono per poter sognare; è necessario destarsi perché si sta vivendo un incubo e così facendo lo si impone agli altri. Bisogna dissipare la paralisi che colpisce il cuore e tornare a comprendere che, nonostante sia sottile, esiste un confine tra schiaffo e carezza.
Trovo sia difficile continuare ad emozionarsi in un mondo che chiede sempre il tornaconto così mostro il mio sorriso di facciata da quanto me ne vergogno. Abituati spesso a viaggiare a fari spenti il cuore si assopisce fino a perdere i sensi, cosicché è diventata consuetudine farsi del male smettendo addirittura di provare a volare, tutto perché “il mondo è fatto così”, nemmeno intuendo che non si tratta di qualcosa di statico e le chiavi del paradiso si è preferito barattarle con un soggiorno eterno all’inferno. “Così è la vita”, quasi ad intendere che bisogna adattarsi, chissà a quest’ora dove saremmo se Gandhi o Martin Luther King avessero pensato la stessa merda.
Questo non ci appartiene e non è nella nostra natura. Chiudendo le porte al sentimento è un po’ come seminare vento e raccogliere tempesta ma la gente é convinta che sia qualcosa anche di vagamente positivo; è la dipendenza all’ingiusto e all'insensato che mi preoccupa. Osservo palpebre talmente serrate da sanguinare e quest’atrocità mi macchia l’anima. Qualcuno è convincente mentre altri dormono per poter sognare; è necessario destarsi perché si sta vivendo un incubo e così facendo lo si impone agli altri. Bisogna dissipare la paralisi che colpisce il cuore e tornare a comprendere che, nonostante sia sottile, esiste un confine tra schiaffo e carezza.

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